Istruzioni di campionamento

Riferimento alle principali metodiche di campionamento

Il campionamento deve essere eseguito secondo le seguenti metodiche di campionamento da personale qualificato allo scopo.

Matrice Metodica di campionamento
Rifiuti liquidi, granulari, pastosi e fanghi UNI 10802; UNI 14899
Combustibili solidi non minerali ricavati da rifiuti (RDF o CDR), combustibili solidi secondari UNI 15442
Terreni al fine della caratterizzazione di un sito inquinato D.Lgs n. 152 03/04/2006 GU n° 88 14/04/2006 all.2 alla parte IV e s.m.i
Terreni agricoli DM 13/09/1999 SO n° 185 GU n° 248 21/10/1999 Met I.1
Terre da scavo All. 2 DPR 13 giugno 2017, n. 120
Terreno (fondo scavo e pareti) Allegato V ai Criteri Metodologici per l’Analisi di Rischio (APAT, 2008)
Fertilizzanti e ammendanti Regolamento CE n. 2003 del 13/10/2003, Allegato IV, Metodo A
Materiali contenenti amianto DM 06/09/1994 SO GU n° 288 10/12/1994
Acque di scarico APAT CNR IRSA 1030 Man 29 2003
Microbiologia: UNI EN ISO 19458:2006
Acque di falda D.Lgs n. 152 03/04/2006 GU n° 88 14/04/2006 all.2 alla parte IV e s.m.i.
Microbiologia: UNI EN ISO 19458:2006
Acque destinate al consumo umano, potabili ISTISAN 07/31 + ISTISAN 07/5
Microbiologia: UNI EN ISO 19458:2006
Acque superficiali
(di lago, di fiume, di mare, di transizione)
APAT CNR IRSA 1030 Man 29 2003
Microbiologia: UNI EN ISO 19458:2006
Tamponi superficiali Settore alimentare: ISO 18593:2018 (cap 7 e 8)
Ambienti di lavoro: Rapporti ISTISAN 13/37 (pagg 42÷46)
Alimenti (per analisi microbiologica) Reg. CE 2073/05 e successivi
Ordinanze Ministeriali specifiche per le varie matrici

 

Indicazioni sintetiche per la fase di campionamento

Il campione deve essere rappresentativo, ovvero deve rispecchiare quanto più possibile le proprietà dell’area a cui si riferisce. Per effettuare un buon campionamento si deve tener conto:

  • del grado di uniformità e omogeneità della zona di campionamento;
  • della granulometria del terreno: deve essere passato a setaccio di 2 cm sul posto;
  • delle dimensioni del cantiere

PICCOLI CANTIERI: < 6000 cubi (Art. 21)

Dimensione dell’area Punti di prelievo
Inferiore a 1000 m2 (max 3000 m3) Se litologia omogenea si effettua 1
CAMPIONE rappresentativo
Inferiore a 6000 m3 Se litologia omogenea si effettuano
2 CAMPIONI rappresentativi

GRANDI CANTIERI: > 6000 cubi (DPR 13 giugno 2017, N. 120)

Dimensione dell’area Punti di prelievo
Inferiore a 2500 m2 Minimo 3
Tra 2500 e 10000 m2 3+1 ogni 2500 m2
Oltre i 10000 m2 7+1 ogni 5000 m2 eccedenti

Per corrispondere ai criteri indicati, da ciascun sondaggio i campioni dovranno essere formati distinguendo almeno:

  • campione 1: da 0 a –1 metro dal piano campagna;
  • campione 2: nella zona di fondo scavo;
  • campione 3: 1 m nella zona intermedia tra i due campioni precedenti.

Materiale di origine antropica:

Nel caso in cui le terre e rocce contengano materiali di riporto la quantità dei materiali di origine antropica deve essere < 20 % (secondo il metodo di cui Allegato 10 del DPR 13 giugno 2017, n. 120).

In base alla tipologia(solido o liquido) e alla giacituradel rifiuto si hanno diversi tipi di campionamento, in particolare diverse attrezzature specifiche per lo stesso. Alcune considerazioni valide in ogni caso:

  • Il numero minimo di incrementi (o di unità) da prelevare da un lotto dipende dalla massa del lotto, dalla massa degli incrementi che si vogliono prelevare e dalla distribuzione dei valori che identificano la particolare caratteristica del materiale che si vuole analizzare (si consiglia un minimo di 24 incrementi);
  • Deve essere mantenuta sempre la rappresentatività del lotto.

Per quanto riguarda questa matrice la scelta della metodica di campionamento e delle quantità da prelevare deve essere operata considerando:

  • il tipo e le caratteristiche dello scarico
  • le determinazioni analitiche che si intendono effettuare (le quantità prelevate devono essere superiori al minimo necessario per l’esecuzione delle determinazioni analitiche richieste).
  •  

Il campionamento può essere:

  • Istantaneo: campione singolo prelevato in un’unica soluzione in un punto determinato ed in un tempo molto breve. Il campionamento istantaneo è da considerarsi rappresentativo limitatamente alle condizioni di scarico presenti all’atto del prelievo.
  • Medio sulle 3 ore: si ottiene mescolando un certo numero di campioni istantanei prelevati in un determinato periodo di tempo dal quale si ricava il volume necessario per l’analisi.

La posizione scelta per il campionamento deve permettere il prelievo di un campione rappresentativo.

Nel caso siano previste analisi microbiologiche, il prelievo deve essere eseguito in recipienti sterili da almeno 1000 ml. Se le acque da prelevare sono sottoposte a trattamento (clorazione) i recipienti devono contenere sodio tiosolfato al 10% (1 ml). Le bottiglie utilizzate per prelevare campioni di acqua non devono essere mai sciacquate all’atto del prelievo. Evitare l’introduzione accidentale di sostanze o microbi estranei che potrebbero compromettere l’esito finale dell’analisi. Mantenere il campione al riparo dalla luce e ad una temperatura compresa tra +4°C e +10°C fino al momento della consegna al laboratorio.

Consegnare i campioni al laboratorio in tempo utile affinché l’analisi possa essere iniziata entro un massimo di 24 ore dal prelievo.

Il prelievo deve essere effettuato con cura, evitando gorgogliamenti, possibilmente nello stesso recipiente (vial o bottiglia di vetro scuro provvista di tappo di vetro con svasatura conica) che verrà utilizzato per la successiva determinazione analitica. Per i parametri microbiologici il recipiente da utilizzare dovrà essere sterile e nel caso di prelievo di acque clorate dovrà contenere 0,1 ml di sodio solfato al 10% per 100 mL di campione.

Nel caso di acque condottate si procede, innanzi tutto, ad un lavaggio sommario del rubinetto e si lascia defluire l’acqua fino a temperatura costante (circa 10 min). Si riempiono i contenitori completamente fino all’orlo con l’acqua da analizzare facendola fluire lungo le pareti interne. Evitare accuratamente spruzzi, proiezioni di liquido e formazione di bolle o sacche d’aria.

Per i parametri microbiologici, disinfettare con alcool e/o flambare l’imboccatura del rubinetto, (l’operazione di flambaggio, che si può effettuare solo su rubinetti metallici, non deve essere solo superficiale e fugace altrimenti non esplica nessun effetto sulla eventuale contaminazione presente). Lasciar scorrere l’acqua per 1-3 minuti, e poi procedere con la raccolta del campione senza modificare la portata del flusso, senza toccare la superficie interna del contenitore (e del relativo tappo) in cui viene raccolto il campione e senza riempire la bottiglia fino all’orlo. Per il prelievo di Legionella, disinfettare l’imboccatura del rubinetto, lasciar scorrere l’acqua solo quanto basta a rimuovere eventuali tracce di disinfettante e procedere immediatamente al prelievo del campione. Contenitori da 500 ml sono sufficienti per i parametri indicatori (Conta batterica a 22 e 36 °C, Escherichia coli, Coliformi totali ed Enterococchi). Per la ricerca e conta della Legionella (L. penumophila o L. spp.) o Salmonella spp. è necessario prelevare almeno 1000 ml.

Mantenere il campione al riparo dalla luce e ad una temperatura compresa tra +4°C e +10°C fino al momento della consegna al laboratorio (per i campioni microbiologici preferibilmente non superare +8°C).

Consegnare i campioni al laboratorio in tempo utile affinché l’analisi possa essere iniziata entro un massimo di 24 ore dal prelievo.

Il prelievo dell’acqua contenuta in vasca deve essere eseguito immergendo il contenitore a circa 30 cm dal pelo dell’acqua (ove possibile, trattenere le bottiglie con pinza o altro sistema idoneo), muovendolo “controcorrente” durante il prelievo e poi richiudendolo.

Per i parametri microbiologici il recipiente da utilizzare, da almeno 1000 ml dovrà essere sterile e contenere 0,1 ml di sodio solfato al 10% ogni 100 mL di campione. Durante il prelievo, non toccare la superficie interna del contenitore (e del relativo tappo) in cui viene raccolto il campione e non riempire la bottiglia fino all’orlo.

Mantenere il campione al riparo dalla luce e ad una temperatura compresa tra +4°C e +10°C (per i campioni microbiologici preferibilmente non superare +8°C) fino al momento della consegna al laboratorio.

Consegnare i campioni al laboratorio in tempo utile affinché l’analisi possa essere iniziata entro un massimo di 24 ore dal prelievo.

Indipendentemente dal fatto che si voglia conoscere il livello statico o dinamico di una certa falda, la misura della soggiacenza va effettuata prima di ogni altra operazione per evitare di alterare il livello dell’acqua nel piezometro, in particolare prima di quelle operazioni (spurgo e campionamento) che richiedono la rimozione di acqua.

Ogni operazione di campionamento deve essere preceduta da un corretto spurgo delpiezometro che consiste nella rimozione di un adeguato volume diacqua e dell’eventuale materiale solido presente. Un criterio valido da adottare per lo spurgo è quello di rimuovere una quantità di acqua compresa tra 3 e 5 volte il volumedi acqua presente in condizioni statiche all’interno del piezometro.

Qualora debba essere prelevata solamente la fase separata di sostanze non miscibili oppure si sia in presenza di acquiferi poco produttivi, può essere utilizzato il campionamento statico.

Qualora sia rinvenuto nei piezometri del prodotto surnatante in fase libera, occorrerà provvedere ad un campionamento selettivo del prodotto; sui campioni prelevati saranno condotti i necessari accertamenti di laboratorio finalizzati alla sua caratterizzazione per determinarne se possibile l’origine.

Per i prelievi da effettuarsi per immersione le bottiglie vengono trattenute con pinza o altro sistema idoneo, immerse nell’acqua da prelevare, mosse “controcorrente” durante il prelievo e poi richiuse.

Il prelievo di acque correnti o di mare-Laguna si effettua a circa 30 cm dal pelo dell’acqua (per le acque di fiume è opportuno prelevare il campione al centro della corrente). In zone con batimetria> 5 m (acque non correnti: laghi o mare) si dovrebbero eseguire prelievi a varie profondità con adatti campionatori.

Nel caso siano previste analisi microbiologiche, il prelievo deve essere eseguito in recipienti sterili evitando l’introduzione accidentale di sostanze o microbi estranei che potrebbero compromettere l’esito finale dell’analisi. Mantenere il campione al riparo dalla luce e ad una temperatura compresa tra +4°C e +10°C fino al momento dell’analisi.

Consegnare i campioni al laboratorio in tempo utile affinché l’analisi possa essere iniziata entro un massimo di 24 ore dal prelievo.

Nel caso siano previste analisi microbiologiche, il prelievo deve essere eseguito con tamponi sterili corredati di provette contenenti idonea soluzione di trasporto sterile (soluzione fisiologica tamponata, soluzione salina peptonata o apposite soluzioni contenenti agenti neutralizzanti nei confronti dei comuni disinfettanti (es. tamponi COPAN tipo SRK). I tamponi sono costituiti da uno stelo rigido (in plastica) e da una testa morbida (in cotone, fibra sintetica o alginato).

La superficie da campionare (almeno di 25 cmq, preferibilmente 100 cmq) deve essere definita con apposito delimitatore sterile. Per tamponi prelevati su superfici irregolari, su cui è impossibile l’uso del delimitatore, o di estensione inferiore a 25 cmq, il risultato non può essere espresso in UFC/cmq ma solo come UFC/tampone.

Predisporre l’attrezzatura necessaria sul piano di lavoro assicurandosi di non entrare in contatto con le superfici sterili.

Lavare e/o disinfettare le mani ed asciugarle con carta a perdere prima di indossare i guanti. Assicurarsi che le maniche del camice o comunque gli indumenti non possano entrare in contatto al momento del prelievo e della sua preparazione con le superfici da campionare e/o con le attrezzature sterili.

Dopo avere identificato i siti di campionamento, applicare un delimitatore di area (sterile o sterilizzato) della dimensione preferibilmente di 10×10 cm (100 cm2) sulla zona della superficie prescelta. L’area compresa nel perimetro interno del delimitatore (che andrà chiaramente indicata sul modulo di campionamento e/o comunicata al laboratorio) non deve venire a contatto con le mani dell’operatore né con alcun altro materiale diverso dal tampone per campionamento.

Rimuovere il tampone dall’incartamento, bagnarlo nella soluzione di trasporto e premerne la punta sulla superficie interna della provetta per rimuovere l’eccesso di diluente.

Tamponare tutta l’area oggetto di prelievo esercitando una buona pressione, avendo cura di ruotare il tampone in modo che tutta la superficie del tampone stesso entri in contatto con la superficie da campionare. Il tampone deve essere strisciato sulla superficie da campionare orizzontalmente, verticalmente e in diagonale (circa 10 volte in ciascun senso), eventualmente procedendo a zig-zag. Il tampone non deve essere strofinato al di fuori dell’area delimitata.

Riporre quindi il tampone nella provetta contenete il diluente sterile, spezzando l’asta contro la parete del contenitore in modo da non introdurre la parte terminale impugnata durante il prelievo ed evitando che la porzione di asta introdotta ecceda la lunghezza della provetta.

Mantenere il campione al riparo dalla luce e a temperatura compresa tra 1 e 8°C fino al momento dell’analisi.

Consegnare i campioni al laboratorio in tempo utile affinché l’analisi possa essere iniziata entro un massimo di 48 ore dal prelievo.

Data la notevole variabilità alimentare, verificare con il laboratorio qual è la modalità migliore per il prelievo. Di seguito si danno indicazioni di ordine generale.

Il campione alimentare deve essere rappresentativo, per quanto possibile, della totalità della partita o del lotto da esaminare.

Prelevare preferibilmente confezioni di alimento originali, integre e ancora sigillate. Se il prodotto di un contenitore è troppo grande per essere trasportato nella confezione originale, trasferire campioni rappresentativi in un contenitore sterile separato, Eliminare la contaminazione superficiale della confezione mediante lavaggio e disinfezione con alcool al 90%, aprire la confezione con attrezzi sterili (forbici, coltelli, ecc) diversi da quelli con cui verrà fatto il prelievo (compresi i guanti).

Se l’alimento si presenta in una grossa massa, prelevare in punti diversi e non solo sulla sommità e sul fondo. Agitare i liquidi o rimettere in sospensione le particelle sino ad ottenere un prodotto omogeneo.

Utilizzando attrezzi sterili (cucchiai, forchette, ecc), prelevare almeno 50 g o 100 ml di alimento e riporre il campione in un sacchetto/contenitore sterile. Ove previsto, ripetere la procedura per tutte le aliquote previste dal piano di campionamento.

Se si impiegano sacchetti di plastica non introdurre materiali acuminati o taglienti che possano forare o lacerare il sacchetto; eventualmente usare un doppio sacchetto o altro contenitore.

Prendere nota della temperatura del campione al prelievo o della temperatura di conservazione dello stesso.

Mantenere i campioni al riparo dalla luce. Prodotti conservabili a temperatura ambiente possono essere mantenuti in tale stato. Campioni caldi possono essere trasferiti al laboratorio senza necessità di abbattimento della temperatura, purché la durata del trasporto non superi le 4 ore. Gli altri campioni vanno mantenuti a temperatura compresa tra +2°C e +8°C fino al momento della consegna al laboratorio (è importante che non si verifichi mai una interruzione della catena del freddo).

Verificare con il laboratorio la temperatura di conservazione di prodotti particolari (es. prodotti congelati e surgelati). La temperatura dei campioni congelati all’arrivo in laboratorio deve essere almeno non superiore a -15 °C (preferibilmente -18°C). Se la temperatura all’arrivo è superiore a -15 °C ma inferiore a +4 (trasporto inferiore alle 12 ore), si procede alle analisi nel più breve tempo possibile.

Consegnare i campioni al laboratorio in tempo utile affinché l’analisi possa essere iniziata entro un massimo di 24 ore dal prelievo.